Giammarco2

01MPERFETTO

MOSTRA FOTOGRAFICA di FABRIZIO GIAMMARCO

dal 19 dicembre al 30 dicembre
Museo Barbella - Chieti

Il Jazz è bianconero? A mio avviso no: sono bianconero le fotografie di grandi musicisti del passato, come le immagini di grandi artisti della fotografia, realizzate in un periodo in cui la pellicola a colori o non esisteva o aveva caratteristiche che ne rendevano troppo complesso (e costoso) l’uso in ambienti diversi da quelli dell’atelier.

Sono nato, letteralmente, nel periodo in cui la foto aveva un suo negativo fisico, quando eri costretto a pensare, immaginare, previsualizzare, ed aspettare quello che invece oggi, con il digitale, hai immediatamente e senza tanti problemi.

Ho visto con dispiacere veder chiusa una dopo l’altra gran parte delle linee di produzione di tante pellicole che amavo, tornando a relegare lo sviluppo e la stampa delle immagini argentiche in una nicchia per pochi.

E, proprio perché spesso la scelta del bianconero nel digitale è un ripiego per colpa delle luci a volte un po’ troppo “espressioniste” o perché il bianconero è visto come “la vera fotografia”, mi son quasi sempre rifiutato di convertire le mie immagini in scala di grigio, a meno che non fosse una necessità editoriale.

E’ stata questa serie di riflessioni che mi hanno portato a rimettere in borsa una fotocamera analogica, compagna di tanti scatti, e tornare a caricare il primo rullo per riprovare quella sensazione (a volte anche un po’ angosciante) legata al click, quasi come fosse una sorta di roulette russa.

La sfida è stata quella di vedere come e quanto il mio modo di fotografare potesse esser influenzato dal mezzo che uso, dal numero limitato di “cartucce” e dalla limitata capacità di una pellicola di registrare rispetto a quello che un sensore riesce a vedere:

in parole povere quanto e come sarebbero state diverse le immagini rispetto a quelle che realizzo usando, oggi, una serie zerouno.

Foto di  Mariangela Ottaviano