Lorenzo Tucci

Nato ad  Atessa (CH) si trasferisce a Roma giovanissimo ed è proprio nella capitale che inizia ad affiancarsi ad artisti italiani e internazionali di grande profilo.

Negli anni ha collaborato con numerosi artisti del calibro di Phil Woods, Tony Scott, Ronnie Cuber, George Garzone, Mark Turner, Tim Warfield, Emmanuel Bex, Kirk Lightsey, George Cables, Joanne Brakeen,Fabrizio Bosso, Massimo Urbani, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Flavio Boltro, Giovanni Tommaso, Mario Biondi, Daniele Scannapieco, Maurizio Giammarco, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Rosario Giuliani, Luca Mannutza, Salvatore Bonafede, Karima, Max Ionata, Ada Montellanicoe molti altri.

 Il suo ultimo album si Intitola “SPARKLE” per Jando Music/Via Veneto jazz (Aprile 2016) con alcune stelle del jazz italiano: Flavio Boltro – tromba, Luca Mannutza – piano, Luca Fattorini – contrabbasso  e la partecipazione di Karima sul brano “E po che fa” di Pino Daniele.

Molti i suoi dischi di successo TRANETY  e  TRANETY live, quest’ ultimo uscito in allegato con la rivista JAZZIT con Claudio Filippini al piano e Luca Bulgarelli al contrabbasso, “DRUMPET“, disco realizzato in duo insieme a Fabrizio Bosso alla tromba, ricordiamo anche LUNAR, disco sperimentale per l’etichetta Schema Records in duo con Luca Mannutza al piano e tastiere, “DRUMONK” omaggio a Thelonius Monk, l’album d’esordio SWEET REVELATION del 2000 e recentemente  rimasterizzato in giappone per la Alborè jazz, SCHEMA SEXTET altro disco importantissimo con Petrella, Giuliani, Bosso, Lussu, PHIL WOODS meets the italian new generation con la partecipazione di Franco D’ Andrea, PARADOXA con Salvatore Bonafede etc

 Nel 2009, Tucci raccoglie accanto a se vari amici e star del jazz italiano: da Gianluca Petrella a Daniele Scannapieco a Alice Ricciardi, Pietro Lussu, Luca Mannutza, Walter Ricci, Max Ionata, Fabrizio Bosso, Pietro Ciancaglini  e pubblica TOUCH, che oltre a essere il titolo dell’album è diventato lo pseudonimo di Tucci il cui tocco, appunto, riesce a essere tanto adrenalinico e coinvolgente quanto raccolto e suggestivo.

 Lorenzo Tucci è  fondatore e cooleader insieme a Fabrizio Bosso e Daniele Scannapieco degli  HIGH FIVE quintet ,considerati la migliore formazione jazz degli ultimi anni e ribattezzati “i Beatles del jazz” grazie alla presenza di stelle nazionali tra i quali oltre a Tucci e Bosso: Daniele Scannapieco al sax, Julian Mazzariello (nel Primo album) Luca Mannutza al piano, Pietro Ciancaglini e Tommaso Scannapieco  al contrabbasso, hanno all’attivo sei CD tra cui anche un live registrato al Blue Note di Tokyo, uno dei templi del jazz mondiale, oltre 30.000 copie vendute.

Proprio con gli High Five quintet  Tucci incontra Mario Biondi e insieme registrano l’album che lo trasforma in rivelazione del soul/jazz: Handful of Soul del 2006, oltre 500. 000 copie vendute e un grande successo di critica e pubblico

Negli anni Tucci infittisce le collaborazioni con Fabrizio Bosso facendo parte di innumerevoli formazione e tour mondiali realizzando con lui più di dieci album tra i quali You’ve Changed  (Blue note) e “Enchantment”, tributo a Nino Rota, realizzato con la London Symphony Orchestra, un altro disco degno di nota sarà TRUMPET LEGACY con Flavio Boltro e Fabrizio Bosso, proprio da questa collaborazione nasce il gruppo latin/jazz “Latin Mood ” con Javier Girotto, e registrato due importanti album all’attivo: VAMOS e  SOL

 Tra le preziose collaborazioni a lungo termine di Tucci troviamo anche quella con il sassofonista Rosario Giuliani con il quale nel 1996 vincono il primo premio come miglior gruppo europeo under 30 al “Europe Jazz Contest”, tenutosi a Bruxelles  e con il quale realizza ben cinque dischi, tra cui “LUGGAGE”, per la  prestigiosa Dreyfus Jazz e TENSION per la schema rec

 Un’altra formazione di cui Lorenzo Tucci è  co-leader è l’ “LTC Trio”(Lussu, Tucci, Ciancaglini). Il trio ha inciso “HIKMET” (2005) con la straordinaria partecipazione del sassofonista newyorkese Mark Turner e “A DIFFERENT VIEW” (2007), che ha riscosso uno straordinario successo di pubblico e critica anche in Giappone.

 

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