Tommaso Starace

Tommaso Starace, nato a Milano da padre Italiano e madre Australiana, ha iniziato a suonare il sax alto all’età di 18 anni.

 Nel 1994 ha partecipato a Perugia ad un seminario organizzato dal Berklee College of Music nell’ambito dell’Umbria Jazz Festival.  Nello stesso anno è entrato nel Conservatorio di Birmingham dove si è diplomato cum laude.  Negli anni di frequenza del Conservatorio ha studiato repertori classici e di jazz con sassofonisti come Andrei Tweed, Chris Gumbley e Nigel Wood.   Nell’estate del 1996 ha partecipato al Jamey Aebersold  Summer Camp suonando con il sassofonista Don Braden ed avendo come maestri David Baker e Jerry Cooker.

 Dal 1999 al 2000 ha seguito presso la Guildhall School of Music and Drama di Londra  il “Postgraduate Jazz Course”.  In quegli anni ha studiato con l’ex Jazz Messengers  Jean Toussaint ed i sassofonisti Stan Sulzman e Martin Hathaway suonando in piccole formazioni  ed in bigbands, tra gli altri con  Billy Cobham, David Liebman, Kenny Wheeler e Norma Winstone.  Nello stesso periodo ha partecipato a varie  “Master Classes“ alcune delle quali tenute da famosi musicisti quali Tim Garland, John Patitucci e Iain Ballami.

 Dopo il Master ha iniziato ad esibirsi in vari locali londinesi tra i quali il Vortex Jazz Club, 100 Club, Pizza on the Park, Pizza Express, Royal Festival Hall.  Suona in molti altri jazz club e festival in tutta l’Inghilterra,  partecipa regolarmente al London Jazz Festival.

 Nel 2003 Tommaso con la pianista Joan Taylor ha realizzato il progetto “Jazz meets Classical” suonando musiche di compositori del 20° secolo che hanno influenzato e a loro volta sono stati influenzati dal linguaggio del jazz, M. Ravel,  C. Debussy,  J. Ibert,  A. Piazzola, alcuni di questi.  Il duo, negli anni, si è esibito in molte chiese e Club Musicali di Londra oltre ad essere stato mensilmente ospite stabile del Victoria and Albert Museum nell’ambito del “Late View Program Concert”.

 Nell’estate del 2004 ha avuto l’opportunità di lavorare con il compositore Dario Marianelli  (Orgoglio e Pregiudizio, I Fratelli Grimm, The Atonement) con il quale ha registrato la musica di un film per la BBC Channel Four ‘This Little Life’.

 Nel Dicembre del 2005 Tommaso ha registrato e prodotto il suo secondo album  “Tommaso Staracesuona le foto di Elliot Erwitt” con un inedito e straordinario quintetto. Il lancio del CD è avvenuto il 21 Dicembre nella Pourcell Room della Royal Festival Hall ed ha riscosso lusinghiere recensioni tra le quali quella del critico musicale Jack Massarick dell’ Evening Standard:

 “Signor Starace plays alto and soprano sax with impressive post-Parkerian  felicity and Italian flair

 Nel 2006 ha partecipato al premio Massimo Urbani ottenendo una borsa di studio che lo ha portato ai corsi di Jazz di Paolo Fresu a Nuoro. Alla fine dei corsi e’ stato selezionato fra i sette migliori allievi per prender parte al Festival Time In Jazz a Berchidda e a Nuoro Jazz per la stagione 2008 e registrare un CD come progetto finale.

L’ anno 2008 vede Tommaso impegnato in varie date in Italia con un suo nuovo quartetto Italiano formato da Attilio Zanchi al contrabasso, Michele Di Toro al pianoforte e Tommy Bradascio alla batteria.

Fra Luglio e Dicembre, il nuovo quartetto Inglese di Tommaso formato da Jonathan Gee al piano, Larry Bartley al basso e Paolo Pellegatti alla batteria fara’ un tour dell’ Inghilterra visitando vari Jazz Clubs e Festivals inglesi e sponsorizzato da Jazz Services.

 A Giugno del 2008 Il Conservatorio di Birmingham ha conferito a Tommaso un HonoraryMembership che premia studenti che hanno dato un importante contributo nei vari settori della musica.

 A Luglio dello stesso hanno e’ stato accettato a prendere parte assieme ad un numero limitato di altri studenti in un seminario contoddo dal sasofonista Dave Liebman.

 Fra Luglio e Dicembre del 2008 ha fatto parte di un tour in giro per il UK sponsorizzato da Jazz Services.

 Nel 2011 Tommaso registra il suo quinto CD ‘Simply Marvellous’ esordendo con la casa discografica della Universal. Un CD dedicato al pianista francese Michel Petrucciani. Il CD riscontra ottime recensioni e lo porta a fare un tour del progetto in Italia, Inghilterra, Svizzera e Sud America.

La collaborazione con la Universal continua e vede Starace con un suo secondo progetto jazz/fotografico questa volta dedicato al Cartier-Bresson Italiano della fotografia: Gianni BerengoGardin. Il CD ‘Italian Short Stories’ e’ dedicato all’Italia e contrariamente a progetti precedenti che si focalizzano sul jazz e swing Afro-Americano la musica e’ altamente melodica e cinematica con elementi di canzone Italiana. Alcuni compositori che lo hanno influenzato sono: Ennio Morricone e Fabio Concato.

 Continua la collaborazione con la Universal nel 2013 e vede Starace con un suo secondo progetto jazz/fotografico questa volta dedicato al Cartier-Bresson Italiano della fotografia: Gianni BerengoGardin. Il CD ‘Italian Short Stories’ e’ dedicato all’Italia e contrariamente a progetti precedenti che si focalizzano sul jazz e swing Afro-Americano la musica e’ altamente melodica e cinematica con elementi di canzone Italiana. Alcuni compositori che lo hanno influenzato sono: Ennio Morricone e Fabio Concato.

 Nel 2015 Tommaso unisce le forze con il pianista Michele Di Toro e registra un album in duo ‘Songs from a Distant Past‘.

In questo nuovo album Tommaso ha voluto raccontare e rievocare attraverso il linguaggio jazz e le melodie scelte un mondo che appartiene ad un lontano passato ricco di fiabe e vicende surreali.

 Tommaso è tutt’ora impegnato con i suoi progetti con concerti in festivals e jazz clubs in giro per L’Europa e collabora anche con altri progetti di musicisti Inglesi ed Italiani.

E’ la melodia la chiave di From A Distance Past, un disco dal sapore antico e dal gusto moderno. Il soprano racconta storie di paesaggi sonori, mentre il pianoforte salta da un crinale all’altro della storia del jazz toccando gli estremi temporali di un’evoluzione che si fa arte.

Tommaso Starace ha una doppia cultura, italiana e anglosassone, che gli permette di essere allo stesso tempo melodico ed essenziale nell’assunto. La sua musica non ha fronzoli: va diretta al cuore. Non racconta i contorni ma descrive l’anima delle cose, rappresenta l’essenza del vissuto. La sua è una tenera ma forzuta sensibilità che vive di piccole cose, fotografa la micro storia, quella fatta di episodi apparentemente insignificanti, di aggettivi anziché sostantivi, di oggetti e uomini in penombra che nascondono la parte migliore, ma che lasciano all’immaginazione il potere di svelare lo spirito delle loro forme.

Il segreto di questo disco sta nell’affinità musicale e culturale che lega Tommaso Starace a Michele Di Toro. L’uno è appendice dell’altro e viceversa. I due si stimolano a vicenda nel cercare all’interno della loro idea di jazz quel filo comune che li lega, fatto di sentimenti diversi che associano la poetica afroamericana, la melodia e la liricità mediterranea.

Sax e pianoforte si contendono le pennellate: grasse quelle della tastiera, sottili e circoscritte quelle dei fiati. Come in un dipinto sono i chiaroscuri che creano le forme, inventano le dinamiche, muovono i moti dell’anima e danno vita a From A Distance Past, un disco di profonda e vitale sensibilità.

(Flavio Caprera – scrittore e critico di Jazz )

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