ROBERTO CIFARELLI

autoritratto

Roberto Cifarelli ama nella stessa misura il surrealismo e la musica, il che in un fotografo estroso e capace di improvvisi guizzi di creatività non dovrebbe stupire.
Infatti non è facile definirlo anche se, osservando i suoi ritratti di jazzisti famosi e i suoi still life di strumenti, viene voglia di pensare che sia un fotografo musicale.
D’altra parte cosa dire di un autore che frequenta i concerti, realizza rispettosamente come no volesse disturbare solo una cinquantina di scatti manco avesse ancora in macchina una pellicola e dichiara che darebbe non sa cosa per ascoltare Charlie Parker, Ornette Coleman e Miles Davis da giovani? Invece Cifarelli qui ci spiazza, mette da parte gli amati scatti attraversati dalla musica che ama (“ai concerti ho sempre una reazione di pelle”) e propone qui una serie di immagini di ricerca che sembrano molto diverse. Sembrano perché a dire il vero in “Strisce” – dove riprende con tagli audaci i segni delle strisce pedonali osservate da una quinta costituita dallo spigolo di un muro o coglie dall’alto le combinazioni che si trovano casualmente sui marciapiedi – c’è un forte richiamo alle fotografie di jazz dove, è lui stesso a dichiararlo, ha sempre cercato l’essenzialità trovandola nelle linee compositive che vi si trovano. Non diverso è il discorso quando mette al centro del suo particolarissimo palcoscenico un oggetto per trasformarlo nel protagonista del suo teatro surrealista.
Una forbice allarga leggermente “braccia” e “gambe” per trovare così un bilanciamento che le consente di stare in equilibrio su un filo che altrimenti
taglierebbe con un colpo netto. Un compasso sovrasta la carta su cui, date le sue fattezze che a un primo sguardo ci erano sfuggite, ha saputo disegnare dei
precisissimi quadrati. Una banana si sbuccia ma, al contrario di quelle a noi note per le quali l’operazione è irreversibile, fa ricorso a un’elegante zip molto alla moda. Un altro frutto, infine, essendo un po’ indeciso sul proprio genere decide si essere un po’ mela e un po’ pera con esiti estetici piuttosto gradevoli. E il gusto? Saprà di buono proprio come queste fotografie curiose e divertenti.

Roberto Mutti