SARAH JANE MORRIS

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Un grande nome della musica mondiale che, fin dai tempi in cui era corista nei
Communards di Jimmy Sommerville, ha saputo imporsi con uno stile sofisticato e con produzioni importanti che nel tempo hanno spaziato dal pop al blues, fino al jazz e al soul.
Da sempre ispirata dal suo idolo Billie Holiday, i suoi lavori sono stati spesso frutto dell’amicizia e della collaborazione con Marc Ribot e della passione per alcuni grandi interpreti del passato come John Lennon, Leonard Cohen e Marvin Gaye.

All’inizio degli anni ’80, parte dall’Inghilterra e si trasferisce a Firenze dove inizia a cantare con una band chiamata Panama che in seguito si sarebbe chiamata Wop Avenue. Dopo vari mesi passati in Italia registrando dischi ed effettuando concerti, Sarah-Jane ritorna a Londra.
Nell’81, con Match Binns si esibisce nel musical Holliwood Dreams al Festival di Edinburgo. Partecipa all’incisione del disco di Annie Lennox e Dave Steward Into the Garden.
Nell’82 diviene la cantante del gruppo The Republic. Con questa band di musica afrocaraibica e latina, effettuò molte tournée in Gran Bretagna e Svizzera. Dopo lo scioglimento della band nell’84, Sarah-Jane si unisce al gruppo costituito da ventun elementi, The Happy End. La band era specializzata nel presentare la musica di Kurt Weill e Hans Eisler. E’ stata la cantante della band fino all’89. Hanno inciso due album: There’s Nothing Quite Like Money e Resolution. La band si esibì in tutto il Paese ed in luoghi prestigiosi quali The Queen Elizabeth Hall e Glastonbury Festival.
Nell’85 Sarah-Jane a quattro mani con Matt Fox scrive una canzone intitolata Coal Not Dole, a sostegno della causa dei minatori inglesi. In quell’anno la Happy End si esibì in più di 150 concerti di beneficenza per raccogliere fondi a favore dei minatori.
In occasione di un concerto a Brixton insieme a Jimmy Sommerville e Richard Coles, fu notata dalla London Records ed invitata a trasferirsi a New York con Jimmy per incidere quello che sarebbe divenuto il primo album dei Communards.
Nel gennaio ’86 Sarah-Jane appare coi Communards nel Red Wedge Tour a favore del Partito Laburista. Altri artisti che facevano parte del Red Wedge Tour erano: Billy Bragg, Madness e Style Council.
In settembre, con la canzone degli anni Settanta Don’t Leave Me This Way Sarah-Jane e i Communards scalano le classifiche di vendita inglesi restando in vetta alla classifica per 5 settimane e riscuotendo un grosso successo a livello internazionale. Ne seguì una lunga tournée europea, in Inghilterra e negli USA.
Nell’87 viene acclamata la sua partecipazione in The Sleep, diretta da Peter Brooks per il Glasgow MayFest, il RiversideStudios di Londra ed il festival di Polverigi in Italia.
L’anno seguente recita in una serie televisiva della BBC, Thin Air.

L’89 è l’anno del debutto di Sarah-Jane con il suo primo album da solista: Sarah-Jane Morris ricevendo l’applauso della critica e vendendo 100.000 copie. Il successo in Europa culmina con la partecipazione come artista di supporto ai tour dei Simply Red.
Sarah è votata Miglior Cantante Femminile dalla rivista italiana Rockstar ed in seguito le vengono donate le chiavi della città di Verona dopo la sua apparizione all’Arena.
Nel 1990 appare al Festival di Sanremo per aver collaborato con Riccardo Fogli. In seguito collabora con il cantante tedesco Franz Bentos alla canzone Carry On.
Nello stesso anno si esibisce alla Fenice di Venezia cantando per il Primo Ministro italiano.
Nel ’91 recita nel ruolo di Lucy Lockett in The Beggars’ Opera al Royal Exchange Theater di Manchester. Viene invitata a scrivere ed interpretare con Riccardo Cocciante la canzone da presentare a Sanremo.
Sarah-Jane va in tournée con The Steve Martland Band ad Amsterdam, Vienna e nel Regno Unito.
Appare con Andy Bell, Lene Lovitch e Herbert Gronemeyer nell’opera gotica The Fall of the House of Usher.
Viene invitata a prendere parte come artista ospite agli album di Matt Bianco e Suzuki (artista giapponese).
L’8 marzo ’92, in occasione del giorno della donna, viene invitata a Roma in un concerto che vede esibirsi anche Astrud Gilberto, Cassandra Wilson, Joan Armatrading, Chaka Khan, Rickie Lee Jones.
Il suo secondo album Heaven, inciso per la Virgin Records, è un successo europeo. 
Nell’agosto dello stesso anno si sposa con David Coulter.
L’anno seguente effettua tournée soprattutto in Grecia e Italia.
Nel ’94, Sarah-Jane decide di concentrarsi sul mercato inglese. Esce il suo terzo album, Blue Valentine. Ne fanno parte sue composizioni originali e canzoni scritte da Sting, Sade, Tom Waits.
Nel ’95 nasce suo figlio.

L’anno seguente si esibisce con la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra a Praga, Vienna e nel Regno Unito cantando Kurt Weill.
Nel ’97 firma un contratto per l’etichetta italiana Irma Records.
Gli Stadio la invitano a prender parte al loro album Dammi 5 minuti. La sua canzone si intitola The Same.
Lavora a New York con Mike Thorne in un progetto che include Lene Lovitch. Qui registra due canzoni scritte da Marianne Faithfull e altre due cover.
Sarah-Jane inizia la registrazione del suo quarto album, Fallen Angel, dedicandolo a suo padre che era morto di cancro proprio durante i lavori d’incisione.
Nel febbraio ’98 torna a New York per ultimare l’album Sprawl. Incontra Marc Ribot, il chitarrista di Tom Waits che è uno dei suoi chitarristi favoriti (aveva preso parte anche all’album Fallen Angel) e con cui continua a collaborare.
I mesi successivi li trascorre effettuando tournée e promovendo il suo ultimo album.
Nel 2001 esce l’album August che ottiene consensi unanimi di critica e pubblico. Frutto dell’amicizia e della collaborazione con Marc Ribot, l’album è una brillante collezione di canzoni, da Nick Cave a Leonard Cohen, da Marvin Gaye a Billie Holiday.
Nel 2003 è uscito il suo lavoro discografico intitolato Love and Pain.
L’IRMA Records per celebrare i suoi 25 anni di carriera, ha confezionato una raccolta di successi – After all these years – che ripercorre la sua lunga carriera spaziando dal jazz al blues al soul fino al pop. L’album include 34 brani, tra i quali una nuova versione di Don’t Leave Me This Way.
A marzo 2006 è stata inviata come ospite speciale al Festival di Sanremo a fianco di Simona Bencini.
Nel dicembre 2007 e si è esibita in duo col pianista Danilo Rea in varie chiese italiane presentando un programma intitolato “Angels at Christmas”.
Nel 2008 è uscito Migratory Birds, frutto della collaborazione con Marc Ribot.
Già da alcuni anni si esibisce al fianco di Dominic Miller, un chitarrista eccezionale (da sempre al fianco di Sting) che ha dato vita ad un raffinato e felice incontro tra voce e chitarra.
Where it hurts è il titolo dell’album che è stato pubblicato dalla Nun Records nel 2009.

Nel 2011 è stato pubblicato Cello Songs (Cinik Records) per voce e orchestra arrangiati e diretti da Enrico Melozzi ed eseguiti dalla Cinik Cello Orchestra, un ensemble interamente formato da violoncelli ed appositamente studiato attorno al timbro di voce della cantante inglese. In “Cello Songs” Sarah-Jane Morris interpreta sia composizioni originali sia canzoni scritte da Tracy Chapman, Tom Waits, Ennio Morricone, Pino Daniele, Damien Rice e Claude
Debussy avvalendosi della straordinaria partecipazione di Dominic Miller (chitarra), Danilo Rea (piano), Ian Shaw (cantante jazz londinese) e Fabrizio Bosso (tromba). Ne è seguita una tournée durante il 2012.
Bloody Rain è l’ultimo lavoro discografico di Sarah Jane pubblicato da SONY nel 2014. Il percorso musicale della cantante inglese è da sempre fortemente influenzato dalla storia e dalla musica africana. Le melodie, i ritmi e i testi affrontano tematiche riguardanti i diritti umani, l’amore, la paura e la libertà. Il progetto nasce come celebrazione della vita e, sebbene contaminato dai ritmi e dalle melodie africane, non vuole essere un’ imitazione della musica africana ma trarre ispirazione da essa.
I brani di Bloody Rain sono stati scritti con i collaboratori di sempre: Tony Remy ha scritto molte di queste importanti canzoni, e contributi fondamentali sono arrivati anche dai suoi colleghi chitarristi Dominic Miller e Tim Cansfield, dal batterista Martyn Barker, dal bassista Henry Thomas, per la scrittura dal suo guru di lunga data Johnny Brown e da suo marito Mark Pulsford.