teate winter storia

LA NOSTRA STORIA

La seconda edizione del Teate Winter Festival si è conclusa con rinnovato successo; traducendo in numeri, si registrano circa 1.800 presenze per i concerti in cartellone ed un sold-out quasi costante per gli eventi proposti presso i locali e le attività commerciali della città. Come location fissa per i concerti è stato scelto il Teatro Supercinema, dove la qualità delle esecuzioni è stata incorniciata acusticamente e visivamente da un ottimo servizio tecnico, con la competente supervisione di Giampiero Di Leonardo. Anche quest’anno la proposta artistica è risultata variegata, per tipologia di progetto, di formazione strumentale e di linguaggio musicale; in alcuni concerti il Jazz ha predominato, in altri invece è stato un riferimento, alternandosi ad altri generi, rispondendo all’esigenza crescente di un linguaggio musicale “globale”, come dimostrano le scelte originali di alcuni degli artisti che si sono esibiti. Grande merito a Michele Di Toro che già nella passata edizione aveva dimostrato di saper “accompagnare”, nel senso più ampio del termine, artisti di levatura internazionale con progetti sempre diversi. Agli artisti sul palco va il merito di aver emozionato il pubblico, a volte commuovendo, come per i canti tradizionali sardi rielaborati da Paolo Fresu, a volte suggestionando, come per le musiche originali eseguite dalla band di Mauro Ottolini sulle immagini di un film di Buster Keaton, a volte coinvolgendo, come per i brani/sketch eseguiti dal gruppo vocale “Mezzo Tono”. Più o meno efficaci e sempre di ottima qualità le esibizioni degli altri artisti sul palco, capaci di incuriosire e sorprendere con le loro proposte e con le combinazioni strumentali e vocali. Il sold-out per gli eventi fuori cartellone ci autorizza a pensare che la formula sia vincente e che i musicisti coinvolti abbiano dato il meglio per convincere il pubblico teatino e non, sempre attento e sempre più competente e disponibile al coinvolgimento e a cui rivolgiamo la promessa di una terza edizione ancora più ricca ed emozionante.

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La prima edizione del Teate Winter Festival si è conclusa con un successo che va oltre le aspettative di chi l’ha proposto e organizzato.

La scelta felice degli artisti in cartellone, la determinazione e l’entusiasmo dei promotori, il sostegno e la partecipazione di soggetti ed enti pubblici e privati, le attività collaterali artistiche e non. Sono questi i probabili fattori di successo che hanno convinto spettatori esperti, meno esperti ed anche neofiti. La musica jazz l’ha fatta da padrone, ma non solo jazz. A formazioni collaudate si sono alternate altre inedite che hanno ospitato artisti stranieri del calibro di Tim Garland e Gregory Hutchinson che hanno espresso grande soddisfazione per l’esperienza vissuta al Teate Winter Festival. La proposta di Laura Fedele ci ha tenuti un po’ con il fiato sospeso, il celebre album dei Pink Floyd “The dark side of the moon” in versione piano e voce non è una “passeggiata”; complimenti all’artista. La manifestazione si è conclusa con l’esibizione di un trascinante gruppo gospel e di un esplosivo ottetto a cui va il merito di aver “scaldato” il pubblico. A marzo, nei locali del “Circolo degli Amici”, sono stati premiati i vincitori del concorso Jazz’n Click collegato al Festival; per l’occasione si è esibito il trio di Sonia Spinello con un omaggio a Billie Holiday. Felice è stata la scelta del periodo e delle “location”; Il teatro Marrucino, il Teatro Auditorium Supercinema, la Chiesa di San Domenico e, per ciò che possiamo definire “concerto diffuso”, i locali e le attività commerciali del centro storico e del centro urbano che hanno ospitato i concerti non presenti in cartellone.

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